Ci sono parole come «rottamare, «torni a bordo, cazzo!, «comunismo, «lucciole e «musulmano, che in un certo momento storico sono state al centro di tutto, «capitali della vita italiana. L’Italia e il suo linguaggio sono i principali protagonisti della militanza di Francesco Merlo nel giornalismo. «Ho cominciato giovanissimo a raccontare il progetto politico delle convergenze parallele e ora sto qui a raccontare il progetto politico del vaffa, scrive di sé l’autore che prova a comporre la storia d’Italia dal dopoguerra a oggi associando parole invece di date e luoghi. Così la parola «terrone esplora il Sud e si combina con «Unità, «briganti, «emozioni. «Casa spiega il paesaggio e il potere, «tangente la corruzione, «referendum illumina la monarchia, l’aborto, il divorzio… e il «sì ma anche no. Questo libro non insegue i significati e le etimologie, e non è una difesa purista della lingua. È una narrazione di parole che decifrano Milano e Roma, il delitto Moro, la fine della Dc, lo stile Agnelli e la musica di Morricone. E sono parole i caratteri di un popolo: furbizia, doppiezza, trasformismo, peccato. E poi, nel paese delle parolacce e del chiasso, c’è il silenzio di quegli italiani che non sprecano parole. Questo sillabario propone un metodo e, alla fine, scopre che le parole non somigliano alle cose che nominano, e che dunque la storia d’Italia è una storia di malintesi.
Cod: 9788829701339





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.